Noi stiamo con Atlantide

Non molti giorni fa lo spazio Atlantide di Bologna ha ricevuto una lettera che intima uno sfratto veloce, altrimenti la minaccia è lo sgombero forzato. Condividiamo la rabbia e la solidarietà nei confronti di uno spazio, una fucina di relazioni e di riflessioni che deve essere difeso per tutte e tutti noi.

Condividiamo il comunicato di solidarietà del gruppo Kespazio di Roma, perché le loro parole, lucide e appassionate, potevano essere – sono – anche le nostre parole.

 

Abbiamo condiviso con le Atlantidee moltissimi momenti di riflessione e di elaborazione, e conosciamo bene la ricchezza di uno spazio in cui i percorsi politici di autorganizzazione e la produzione/condivisione di sapere critico sono sempre stati strettamente connessi. Per questo non possiamo restare in silenzio dopo aver saputo che il Comune di Bologna è tornato alla carica contro le nostre sorelle di Atlantide, e questa volta pare che faccia sul serio.

Il primo aprile i gruppi queer, femministi, punk (laboratorio smaschieramenti, clitoristrix/quelle che non ci stanno, antagonismogay, nullaosta D.I.Y.) che da anni fanno vivere il mitico cassero di porta Santo Stefano, hanno ricevuto una lettera che intima loro di andarsene entro quindici giorni. Altrimenti saranno sgomberate con la forza (http://atlantideresiste.noblogs.org/post/2014/04/01/lo-sgombero-non-e-un-pesce-daprile/). Con l’intervento di un reparto antisommossa, il Comune vorrebbe mettere fine a un’esperienza decennale di autogestione che costituisce un punto di riferimento fondamentale per femministe, queer, lesbiche, froce, trans* e tutte le favolosità in lotta contro etero-sessismo, razzismo, transfobia, in questo paese.

La minaccia di sgombero di Atlantide non è una questione locale, ma ci riguarda tutte, tutti e tuttu. Atlantide è stato negli anni e continua a essere un crocevia di esperienze e percorsi politici, uno spazio importantissimo per i movimenti femministi e queer, un nodo fondamentale di tutti i sommovimenti – femministi e lesbici e nazioanali – che hanno attraversato e continuano ad attraversare l’Italia.

Non lasceremo che un reparto antisommossa metta fine a tutto questo!

Intimare alle Atlantidee di abbandonare il cassero di porta Santo Stefano è un gesto politico che nessuna logica legalitaria potrà coprire.

Noi stiamo dalla parte delle nostre sorelle s/bandate di Atlantide.

Atlantide non si tocca!

Kespazio, per una ricerca queer e postcoloniale

Per info sui prossimi appuntamenti: http://atlantideresiste.noblogs.org/

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