Femministe Nove per No Tav

Carissime amiche, carissimi amici,

compagne e compagni di strada,

il collettivo delle Femministe Nove (F9) marcia con voi nella giornata di mobilitazione del prossimo 16 novembre.

Il nostro collettivo nasce un anno fa, per desiderio di donne provenienti da diversi percorsi politici precedenti e in corso, e nella presa di coscienza della necessità e dell’urgenza di convergere nella costruzione di lotte comuni per poter incidere nella trasformazione di questa realtà, fatta di austerity, precarietà, repressione, violenza sui corpi e sui territori.

“Scriviamo per ritrovare il senso e il tempo di una autodeterminazione individuale e collettiva” – abbiamo scritto nel nostro manifesto – e naturalmente pensiamo che l’autodeterminazione passi anche attraverso il vivere e l’abitare liberamente i territori.

Siamo con voi, non solo perché condividiamo le ragioni del movimento No Tav, ma anche perché esso è diventato portatore di questioni generali, che parlano di democrazia e autogoverno, della necessità di essere responsabili in prima persona e collettivamente nella costruzione di pratiche di resistenza e di un nuovo immaginario del possibile.

Le nostre strade si sono già incrociate molteplici volte. L’ultima è stata a Roma il 19 ottobre 2013, quando molt@ di voi e molt@ di noi hanno camminato dietro lo striscione “Una sola grande opera: casa e reddito per tutt@”.

 

Abbiamo denunciato e denunciamo come il decreto Alfano (ora convertito in legge), fatto passare per provvedimento contro il femminicidio, sia in realtà l’ennesima strumentalizzazione che usa il corpo delle donne per varare pacchetti sicurezza, norme repressive e securitarie. Abbiamo detto “non in nostro nome”.

Sappiamo che in questo caso, tra i fini della strumentalizzazione da parte del governo, c’è anche un’intenzione ulteriormente repressiva contro il movimento No Tav, già oggetto di una violenta criminalizzazione.

 

È anche su questo terreno che vogliamo costruire una lotta comune. I nostri sentieri s’incrociano nella consapevolezza che non si tratta di scambiarsi semplicemente solidarietà o di sommare istanze e battaglie specifiche, ma di dare forza, insieme, a nuovi disegni di libertà contro le molteplici manifestazioni di violenza del neoliberismo.

La consapevolezza costruita in questi anni è ormai a un livello tale per cui questi provvedimenti appaiono ciechi e consunti. Non abbiamo bisogno di leggi che, sul nostro corpo e per la nostra tutela, ancora una volta puniscano e reprimano chi sta nelle lotte di resistenza. Non abbiamo bisogno di leggi ipocrite quando sono anni che ci strappano l’orizzonte prossimo e lontano a suon di tagli (e ruspe) alla salute, alla terra, alla cultura, al reddito, al lavoro, alla casa, alla mobilità. All’esistenza.

 

A sarà dura!… ma ce la faremo, insieme.

 

F9

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